
Da quando nel 2016 ho pubblicato il primo libro di poesie “si è vento.....e anche foglia”, nella versione totalmente autoprodotta, ho considerato la possibilità di condividere le poesie scritte oltre che nella forma del “ C'è una poesia... ” https://www.tacquini.com/c-%C3%A8-una-poesia-1 anche sui socialnetwork e all'inizio erano condivise in modo elementare come potete vedere nella foto. | ![]() | |||||
Era il 10 Novembre 2017 e questa fu la prima, come anche è la prima di “si è vento.....e anche foglia” che condivisi sul mio profilo Instagram, tacquinidipoesia https://www.instagram.com/tacquinidipoesia | ||||||
poi cambiai creando il 7 Novembre 2019 un altro profilo Instagram, Tacquinihttps://www.instagram.com/tacquini/ | ||||||
In seguito scelsi di condividere le poesie usando quell'immagine che dipinsi come potete vedere e passando attraverso anche a qualche variazione su quell'immagine per poi giungere alla condivisione in un video con suono/musica che accompagnava la lettura della poesia. | ||||||
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Sto cercando di trovare un'altra forma per condividere le poesie scritte, inserendole in quell'immagine che dipinsi e a cui diedi il nome ai "quaderni" che ideai e che porto tuttora con me durante i cammini e le camminate . . . . . | ||||
. . . . . . . . . in aggiunta sto considerando di introdurre anche un simbolo che rappresenta il mio nome ~TITO ~Questo nome porta una vibrazione in sé e anche tanto come proiezione di chi ha portato quel nome molto prima di me, è molto particolare e poco usato in Italia. In latinoamerica viene utilizzato come diminutivo affettivo o cariñoso, tipo Augustito; nei paesi balcanici è associato al maresciallo Tito che era però il sopranome del maresciallo o dittatore e per poi arrivare a uno dei due ladroni che furone crocefissi con Gesù e che De Andrè ne ha cantato il testamento, per poi andare a imperatori e poeti romani. | ||||
La trasformazione del mio nome anagrafico è iniziata dal disegnare il mio nome | ||||
![]() | <~~~ | come si può vedere dall'immagine qui a fianco il disegno del mio nome | ![]() | |
![]() | <~~~ | le due T si fondono per creare una porta TT, nella cultura giapponese le porte chiamate Tori indicano la soglia d'ingresso di un tempio o luogo sacro, sul limite di una linea invisibile è posta la I e la O che unendole formano la parola IO | ||
![]() | <~~~ | e infine la trasformazione della I con la O che diventa un simbolo presente in molte culture arcaiche che si trasforma nel Lingam (energia maschile) e Yoni (energia femminile) ed è posto proprio sulla linea d'ingresso della porta. | ||
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Questo per me è il senso alla trasformazione, ovvero che per entrare nel proprio tempio sacro c'è bisogno sempre di riunire in equilibrio le parti che risiedono contemporaneamente in me: | ||
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quando compie il gesto di riunire le mani nel mudra della preghiera o gassho in giappone, compio la riunione del Cielo con la Terra, dell'emisfero-sinistro con l'emisfero-destro del passato con il futuro. | |||
" mi riunisco unendo le mani nel sostegno del Cielo mi dispongo per accogliere il sigillo ................. raccogliendo ogni singola goccia di respiro ................. mi riunisco unendo le mani e così ogni goccia di respiro dall'uovo aprendosi si dissolve come vapore nel sostegno del Cielo nel sostegno della Terra unendo le mani mi riunisco" | |||
![]() | <~~~ | Il gasshō (合掌) è il gesto di congiungere le mani di fronte al petto o al viso, simile all'Anjali Mudra o Namasté, considerato il mudra della preghiera, che simboleggia l'unione degli opposti, l'armonia tra mente e corpo, e il rispetto verso se stessi e gli altri.Il simbolo che ho disegnato nel terzo riquadro, nell'ultima trasformazione del nome ~ TITO ~, rappresenta molto anche questo semplice e potente gesto. | |
Per tutto ciò che è emerso da questa ricerca posso arrivare a proporre il mio nome con questo simbolo | |||
che viene proposto, nell'immagine, in basso a sinistra↓ | e che viene proposto qui sotto↓ | |
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Nel tempo trascorso e nel raccogliere tutte le poesie scritte sui Tacquini cartacei, che sono anche in parte raccolte nei libri di poesie pubblicati, e diversamente da quanto proponevo pima ho scelto di accompagnare la poesia all'interno dell'immagine con un suono composto sia da una campana tibetana che ho registrato personalmente con il cellulare e che mi fu regalata più di vent'anni fa sia da una musica che è sintonizzata sulla frequenza dei 432Hz.Il tempo di questo video, di 108 secondi, può essere un buon tempo da concedersi per la lettura e la musica in sottofondo può aiutare a darsi un ritmo lento nella lettura, di inspirare ed espirare il suono e le parole della poesia.Quando il suono della campana diventerà silenzioso apparirà la poesia da leggere e per qualche istante ancora rimanete nel respiro presente per poi iniziare a leggere la poesia.Ci saranno poesie molto brevi e può succedere che alla conclusione della poesia letta ascolterete ancora il suono della musica e così rimanete nel respiro presente e nel suono della musica fino al termine del suono della campana. Ci potranno essere poesie un po' più lunghe dove la conclusione del suono della musica coinciderà con il tempo di lettura della poesia. |