Lo haiku è una forma poetica molto breve, composta da un quinario, seguito da un settenario e da un secondo quinario (5-7-5 sillabe)Nell’accezione classica, parte fondamentale dello haiku, è un "termine particolare" (kigo) che identifica, evocandola, una stagione Questo componimento poetico è infatti strettamente connesso alla "natura". E’ l’espressione del sentimento che il contatto con la natura suscita. Il kigo (o riferimento stagionale) non deve necessariamente essere il nome stesso della stagione, ma più semplicemente un elemento che ne consenta l’individuazione, suscitando sensazioni ed emozioni legate al momento descritto. E’ questa parola che "carica di significato" e "colora" il contesto della composizione. E’ la "voce della natura". Non urla mai, sussurra all’orecchio. Il kigo è un termine obbligato nella stesura di un haiku, anche se alla fine del secolo scorso è stato ampiamente contestato e considerato quasi un’inutile artificio letterario. Lo haiku che non include il kigo (mu-kigo) cioè "senza stagione", non deve in ogni caso intendersi privo di significato.Le stagioni segnano il ritmo della vita per flora e fauna. I loro colori, i loro profumi, danno all’esistenza stessa dell’uomo una "profondità diversa", illuminando o spegnendo, evocando o disperdendo emozioni antiche e sempre nuove sensazioni. La natura detiene una stretta correlazione con la quotidianità e la quotidianità è fatta di semplici cose, tanto semplici da non essere notate proprio perché troppo consuete ed entrate nell’abitudine di ogni giorno. Ma nulla è troppo piccolo e tanto meno insignificante.Lo haiku coglie la grandezza di "un attimo fuggente”. Chi compone lo haiku (haijin) non deve solo concentrarsi sulla brevità del componimento, ma e soprattutto sulla profonda spiritualità insita nello stesso."L’essenza" dello haiku è radicata nei tuoi sensi, nella tua capacità di vedere sentire, gustare, toccare, odorare. E’ nel potere insito in te di distogliere l’attenzione dal "tutto" e catturare "quella cosa" di cui vuoi parlare, andando oltre a ciò: creando un "vuoto" tutt’intorno ad essa, svuotandola di qualsiasi orpello ed abbellimento.Quello che rimane è solo "essenzialità".